sabato 31 gennaio 2015

Recensione: Petite di Geneviève Brisac (Piemme)

Per la Piemme esce una storia commovente che tocca una tematica importante e delicata come l'anoressia, a Gennaio trovate in libreria "Petite" di Geneviève Brisac. Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia di questo piccolo capolavoro.

TITOLO: Petite
AUTORE: Geneviève Brisac
EDITORE: Piemme
PAGINE: 132 pg
PREZZO: 15 euro
















TRAMA

Nouk ha solo tredici anni, ma pensa di essere già cresciuta troppo. Vuole rimanere piccola come le sue sorelle, belle e bionde. Così decide di smettere di mangiare: niente più brioche, niente più formaggio, niente più cioccolata. Solo una caramella ogni tanto per riuscire a restare in piedi tutto il giorno e sfiancarsi di corsa e ginnastica. Nouk è malata, anche se ancora non lo sa, e questa è la sua terribile storia.

AUTORE


Nata e cresciuta a Parigi in una famiglia di intellettuali anglofili e di sinistra, i suoi libri sono stati tradotti in diversi paesi. Romanziera e scrittrice di saggi, ha scritto più di dieci libri. Scrive anche romanzi per bambini e sceneggiature.










RECENSIONE

"Petite" racconta di Nouk, una ragazzina di 13 anni e del suo modo di vedere la vita. Parla delle sorelle, della sua amica con la quale tutto sembra comunicare un'incompatibilità di fondo e proprio per questo le vuole bene, ci sono i genitori, le malattie dei nonni, le lezioni di nuoto e i professori e infine c'è la sua di malattia.
Tutto questo in Nouk crea disagio.

"E' imbarazzante e pericoloso rivelare agli altri la propria diversità, cercano di dimostrarvi il contrario, attira la loro attenzione, e diventano cattivi."

Il suo stile di vita vi può risultare carico di una profondità disarmante. Le sue parole parlano di quella tristezza e angoscia che non può spiegare.
La sofferenza di questa dolce ragazzina è legata al peso o forse, possiamo identificarla come la sua valvola di sfogo verso un presente troppo difficoltoso da capire.
La ricerca della perfezione la allontana da tutte le domande senza risposta di cui non può parlare perché, nel suo presente, le hanno insegnato a rimanere in silenzio.

"Quel che è complicato è che questo mio desiderio troppo grande di semplificare la vita, quest'ansia di purezza che mi possiede creano un universo parallelo, il mio universo, dove tutto è difficile, dove niente è evidente."

Nouk si è smarrita in sé stessa e quel suo mondo le cade addosso con tutto il suo peso trascinandola in riflessioni senza senso.
Ma come si può fermare quel dolore e quel continuo tormento? La paura è diventata troppo grande per la nostra protagonista e si manifesta in pensieri illogici o immagini surreali.

"Ingigantisco episodi insignificanti e non capisco l'umorismo. Nella mia piccola tenda, la sera, ho paura dei rumori e ho anche paura che un uomo entri a farmi del male."

L'inganno di Nouk è toccante e spaventoso eppure per lei è la realtà.
Questo libro parla della richiesta di affetto e che in tutto lo scorrere delle pagine non compare eppure indirettamente senti quel bisogno inespresso di Nouk di volerlo.
E' una lettura che ti cattura e allo stesso tempo coinvolge la sensibilità portandoti davanti agli occhi una follia facilmente raggiungibile.
La scrittura è poetica, dolce, malinconica, riflessiva e comunica il disagio che si prova ad inseguire la "non vita". Nouk entra nel cuore e vorresti vivere anche per lei, darle quella forza che le manca.
Consiglio questa lettura a chi può comprendere questo tipo di malattia e di stato d'animo. 

PUNTEGGIO


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