martedì 31 marzo 2015

Recensione: Io non ho paura di Niccolò Ammaniti

Buongiorno sognatori, oggi vi voglio parlare di un libro di cui ho sentito parlare molto e dalle varie recensioni sui blog/video molto consigliato. L'ho visto al libraccio della mia città e ho deciso di provare a leggerlo.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Io non ho paura
AUTORE: Niccolò Ammaniti
EDITORE: Einaudi 
PAGINE: 219 pg
PREZZO: 11 euro







TRAMA

Nel silenzio della campagna pugliese, in un'estate caldissima, un gruppo di bambini gioca in mezzo ai campi di grano. E uno di loro, Michele, scopre che il male esiste, che è terribilmente reale e ha una faccia peggiore dell'incubo più brutto che un bambino possa immaginare.


AUTORE

Niccolò Ammaniti è nato a Roma il 25 settembre 1966.
Il suo primo romanzo, "Branchie", è uscito nel 1994 per la casa editrice Ediesse, ed è stato poi ripubblicato nel 1997 per Einaudi Stile Libero. Insieme al padre Massimo ha pubblicato "Nel nome del figlio", un saggio sui problemi dell'adolescenza.
Nel 1996 ha pubblicato per Mondadori la raccolta di racconti "Fango"; tre anni dopo è uscito, sempre per Mondadori, "Ti prendo e ti porto via". Con il suo romanzo successivo, "Io non ho paura", uscito per Einaudi Stile Libero nel 2001, ha vinto il Premio Viareggio. Nel 2006 ha pubblicato per Mondadori il romanzo "Come Dio comanda", vincitore del Premio Strega, che compone, insieme a "Io non ho paura", un ideale dittico sul rapporto padre-figlio. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo "Che la festa cominci", nel 2010 "Io e te", nel 2012 la raccolta di racconti "Il momento è delicato", tutti per Einaudi Stile Libero. Dai suoi libri sono stati tratti al momento cinque film.



FILM


Io non ho paura è un film del 2003 diretto da Gabriele Salvatores. Il film ha vinto un David di Donatello ed è stato scelto come film per rappresentare l'Italia agli Oscar.

Il cast è composta da: Diego Abatantuono, Dino Abbrescia, Aitana Sánchez-Gijón, Giuseppe Cristiano, Mattia Di Pierro.







RECENSIONE

Michele è il protagonista di questa storia. Michele crede negli adulti, adora sua madre, una donna bellissima e suo padre, un uomo spesso assente per lavoro ma che non manca di farli sentire importanti quando si ritrova a casa.
Michele gioca sempre con gli altri ragazzini, si rincorrono, esplorano, giocano a calcio. Sono un gruppetto unito nonostante i loro diversi caratteri. 
Vivono in campagna, in un paesino piccolo e i soldi servono sempre.
Un giorno Michele, a causa di una punizione per aver perso una gara di corsa scopre una specie di bunker, vicino ad una casa disabitata e dentro scorge la sagoma di un bambino.
Da questo momento in poi dovrà rapportarsi con la paura della morte, con il disagio di vedere un maltrattamento e il mistero dietro alla figura di questo ragazzino rinchiuso come un animale da fattoria, se non peggio.
Durante la storia il nostro protagonista diventerà grande e dentro di sé raggiungerà la verità con coraggio, aprendo gli occhi ad una realtà sconvolgente e soprattutto alla consapevolezza che gli adulti attorno a lui non sono degli eroi.
E' un romanzo di formazione dove la crudeltà è un disagio tagliente che non ci abbandonerà mai.
Non sono abituata a leggere questa tipologia di storie e forse all'inizio ero titubante sul continuare la lettura. Quando ho alzato gli occhi dalle pagine ho capito il motivo del successo di quest'autore.
Questo libro si legge velocemente, non potrete chiuderlo finché non avrete raggiunto la fine. 
Vi lascerà amarezza e tristezza ma entrerà in voi un messaggio forte e chiaro.
La crudezza e la paura stessa chiuderanno la storia tingendola di un'immagine di una dolcezza sconfinata. Michele rappresenta la forza e la vita e ci porta a credere ancora una volta nell'umanità e nella giustizia, sacrificando anche se stessi avendo il coraggio di guardare e agire, di non voltare le spalle e fingere di non aver visto niente.

PUNTEGGIO


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