venerdì 10 aprile 2015

Recensione: Il contrario della solitudine - Marina Keegan

Ciao sognatori! Oggi torno con una nuova recensione. Questo libro l'ho letto insieme a Elisa, ormai la mia fidata compagna di letture. Potete leggere la sua recensione del libro cliccando su "Devilishly Stylish"!

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Il contrario della solitudine
AUTORE: Marina Keegan
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 210 pg
PREZZO: 17 euro








TRAMA


Nel maggio del 2012, solo cinque giorni dopo essersi laureata alla Yale University con il massimo dei voti, Marina Keegan muore in un incidente automobilistico nei pressi di Cape Code. Studentessa brillante, allieva di Harold Bloom, animatrice di "Occupy Yale", in attesa di uno stage al "New Yorker", all'età di ventidue anni era considerata dalla critica una delle voci più promettenti della letteratura americana. Quando la sua famiglia pubblica sul web il suo ultimo scritto, "Il contrario della solitudine", che dà il titolo a questa raccolta di saggi e racconti brevi, oltre un milione e mezzo di persone in tutto il mondo scopre nel giro di pochissime ore il suo straordinario talento. "Siamo così giovani. Siamo così giovani. Abbiamo ventidue anni. Abbiamo un sacco di tempo" scriveva. La giovinezza e il tempo, non il tempo che passa, ma il tempo che deve ancora arrivare, come un premio tanto ambito e tuttavia temuto, costituiscono il tema principale dei racconti di Marina Keegan, la sua cifra stilistica, ciò che ha fatto di lei l'icona di un'intera generazione. L'essere giovani e trovarsi di fronte all'orizzonte cangiante delle attese e delle opportunità: l'opportunità di cambiare vita, lavoro, di prendere decisioni importanti, di compiere un salto verso l'ignoto, di uscire dal guscio confortevole e protettivo della famiglia, del campus universitario, degli amici.

AUTORE

Marina Keegan (1989-2012), scrittrice e giornalista, ha pubblicato diversi articoli sul «New York Times» e il «New Yorker». Considerata dalla critica una delle voci più promettenti della sua generazione, è scomparsa nel 2012, a soli ventidue anni, in un incidente automobilistico.









RECENSIONE

Ho incontrato Marina Keegan nelle pagine di questo libro. La sua voce si sente forte e chiara in ogni racconto contenuto nel "Il contrario della solitudine".
Marina credeva nel "tempo" e sentiva la sua giovinezza consapevole che ogni strada intrapresa poteva essere cambiata. Viveva la vita sapendo di avere ancora moltissimi anni davanti a lei.
Nei racconti, i suoi personaggi, sono spaventati, vivono i propri disagi, i ricordi e i rimorsi. Storie che ti lasciano quella sensazione di comprensione. Frammenti destinati ad avere uno scopo.
Marina vedeva la vita, riusciva a riconoscere quel malessere che tutti cercano di nascondere.
Al termine del libro abbiamo la prova di quanto talento avrebbe avuto quest'autrice e di come, pur essendo giovanissima, si dimostra ricca di cultura e informazioni.
Le parole dimostrano quanto i suoi occhi avessero un'attenzione particolare verso tutto ciò che non andava, senza preoccuparsi di liberare pensieri scomodi.
La sua sincerità spicca in ogni pagina. Marina parla di tutto ciò che ci ritroviamo a vivere a vent'anni. Le riflessioni sulla società, l'indecisione verso il futuro, le domande sulla vita e quel modo di percepire il tempo come qualcosa di infinito. 
Sono consapevole di quanto la sua voce sarebbe diventata importante ma forse mi rendo conto che lo è diventata lo stesso nonostante la sua scomparsa.
I racconti\saggi che più mi hanno colpito sono stati "Fredda pastorale" e "Ode agli speciali".

"La generazione che volerà a bordo di piccole auto si crederà speciale. Poi un giorno, in un evento vago e silenzioso, il sole si spegnerà e tutti si renderanno conto che nessuno di noi lo è. O che lo siamo tutti."

La sua scrittura scorre veloce nonostante, spesso, non sono mancati i momenti in cui alzi lo sguardo e premi il tasto di standby lasciandoti assorbire dai suoi pensieri e dai tuoi pensieri.
Credo che Marina Keegan lasci un pezzetto di sé in ognuno di noi e sono certa che quella piccola parte sia unica e soggettiva.

PUNTEGGIO


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