sabato 1 agosto 2015

Recensione: "L'odore salmastro dei Fossi" di Diego Collaveri (Fratelli Frilli Editori)

Buon sabato a tutti! Oggi vi lascio la recensione di un romanzo noir che la gentilissima casa editrice Fratelli Frilli Editori mi ha inviato per la lettura.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: L'Odore salmastro dei Fossi
AUTORE: Diego Collaveri
EDITORE: Fratelli Frilli Editori
PAGINE: 150 pg
PREZZO: 9,90 euro


Isbn: 9788869430626  

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TRAMA

Il commissario di polizia Mario Botteghi si alza dall’asfalto umido della notte, riprendendo lentamente i sensi. Davanti a lui, nel buio del parcheggio dietro la chiesa diroccata nel centro storico di Livorno, c’è la sua pistola ancora fumante. Poco più in là un cadavere. Qualcuno è riuscito a incastrarlo per bene. L’investigatore privato Cecchi, ex poliziotto e suo partner di un tempo, l’aveva messo in guardia nei confronti di quel maledetto politico corrotto, con cui si era già scontrato, ma non si sarebbe mai aspettato che quel bastardo fosse disposto ad arrivare a tanto pur di distruggerlo. Inutile attendere i rinforzi, col suo passato nessuno sarebbe stato disposto a credergli. L’unica possibilità ora è fuggire e nascondersi nei vicoli scuri della città che dorme, per trovare la soluzione a quella schifosa indagine legata al traffico di clandestini, in cui si era ritrovato invischiato due sere prima, quando era stato ritrovato il cadavere di un infiltrato dell’ufficio immigrazione, nel rogo del ristorante cinese nella zona adiacente al porto industriale.

BIOGRAFIA:

Diego Collaveri, nasce a Livorno nel ’76. Lavora in campo musicale e cinematografico, vince il concorso Minimusical indetto da “La Repubblica” e Fandango, con cui successivamente lavorerà. Ha seguito un percorso didattico/formativo con vari registi italiani studiando anche storia della cinematografia. Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video. Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Da gennaio 2015 è tra i docenti della Scuola di Scrittura Carver di Livorno con il corso “Scrivere per il cinema”.

Per maggiori informazioni www.diegocollaveri.it

RECENSIONE

L'incendio di un ristorante cinese, vicino al porto a Livorno, svela un corpo carbonizzato, portando così il commissario della omicidi Mario Botteghi sul luogo.
Il ristorante però sembra nascondere un traffico di clandestini e già da tempo era tenuto d'occhio sia esternamente sia internamente.

"L'idea che nell'ombra si celasse tutto quel grosso traffico di vite umane non faceva altro che confermare la mia idea che ogni cosa ha una maschera dietro la quale non sai mai cosa aspettarti."

Botteghi inizia ad indagare sul luogo e a chiedere informazioni ad alcuni suoi abituali informatori.
Sembra proprio che tutti conoscevano ciò che si celava dietro all'apparente ristorante ma allo stesso tempo fingano di saperne solo in parte. I sospetti aumentano e il commissario capisce che tutto l'accaduto nasconde qualcosa di grosso.
Una telefonata da uno dei suoi lo porta all'appartamento dei fratelli Chang, proprietari del ristorante, trovanti anch'essi morti.
Le circostante vogliono i fratelli come ideatori dell'incendio ma tutto sembra costruito a tavolino.
Le ipotesi prenderanno diverse forme rincorrendo tante strade. I dubbi ci porteranno a sospettare dell'agente infiltrato, di un corriere coinvolto nel traffico di clandestini fino all'idea di una talpa interna, visto che tutte le retate organizzate erano andate a vuoto. 
Lo stesso Botteghi verrà coinvolto personalmente e vista la sua reputazione non proprio brillante diventerà un bersaglio facile.
A quale risposta porterà quest'intreccio? E qual'è il motivo?

"Qualcuno mi aveva incastrato per bene. Qualcuno che conosceva gli spettri che mi portavo dietro, in silenzio, e che adesso ridevano di me a crepapelle, unendo le loro grida d'oblio a quelle più acute delle sirene che avevo alle costole."

Il protagonista è un uomo con un spiccato sesto senso e buone intuizioni, con un carattere brusco e senza peli sulla lingua. 
Nella vita privata, però, è un uomo tormentato dal passato e dall'idea che la sua unica figlia lo odia. Nella storia ci ritroveremo per le strade più oscure di Livorno, in mezzo alla malavita e costantemente inseguiti da mezze verità.
Le descrizioni sono davvero ben scritte e ci lasciano l'idea di come il protagonista ami delle particolarità della zona portuale o della sua città.
L'autore descrive il personaggio principale ricco di sfaccettature mantenendo la sua posizione principale per tutta la lettura. 
Gli intrecci son costruiti così bene che sarà difficile trovare un'indizio che vi suggerirà in anticipo la soluzione. Un libro che vi terrà incollati fino alla fine.

PUNTEGGIO


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