lunedì 9 febbraio 2015

Recensione: The Giver di Lois Lowry

Buon inizio di settimana a tutti! Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letteralmente divorato. Non lo credevo possibile, visto il mio rapporto complicato con questo genere e invece sono rimasta sorpresa di come le parole sia volate e la fine sia arrivata in pochissime ore.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: The Giver (#1)
AUTORE: Lois Lowry
EDITORE: Giunti
PAGINE: 175 pg
PREZZO: 12 euro







TRAMA


Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...

AUTORE

Lois Lowry è una scrittrice statunitense. Prima di dedicarsi alla letteratura per ragazzi è stata una fotografa e giornalista freelance nel corso degli anni settanta. Nella sua carriera da scrittrice ha vinto due volte la prestigiosa Medaglia John Newbery, la prima volta nel 1990 per Conta le stelle (Number the Stars) e successivamente per The Giver.
La maggior parte delle opere della scrittrice sono inedite in italiano.






IL FILM - TRAILER



RECENSIONE

La società in cui vive Jonas è totalmente costruita. Le persone non possono provare emozioni, non possono dar peso agli istinti, alle loro passioni, a ciò che vestono o a quello che li circonda.
Tutto deve funzionare rispettando delle regole e ad ogni età viene "dato" qualche privilegio.
I nove possono ricevere la loro bicicletta personale, l'unico mezzo disponibile, agli otto viene concessa una nuova giacca con tasche per poter custodire le proprie proprietà e così via fino ai dodici, ai quali viene riconosciuta la mansione da svolgere per il resto della loro vita fino al congedo. 
Jonas, vive in una unità familiare, dove padre e madre sono due persone selezionate appositamente per lui e per la sorellina Lily. La giornata viene monitorata fin dal risveglio. Il cibo non manca e ogni emozione dev'essere condivisa e bloccata. 
In questa società utopistica tutto viene tenuto sotto controllo e tutto sembra andare bene, finché alla cerimonia per i dodici di Jonas, viene chiamato per diventare L'Accoglitore di Memorie.
Un ruolo molto importante e difficile. L'onore di custodire le memorie dell'umanità. L'addestramento parte fin dal primo giorno e per un anno, Jonas, si legherà al suo maestro "Il Donatore" e la verità di cui verrà a conoscenza sulla sua intera vita lo sconvolgerà a tal punto da non riuscire più a far finta di niente. 

"Il Donatore alzò le spalle. - Tanto e tanto e tanto tempo fa, gli uomini fecero una scelta: scelsero di passare all'Uniformità. Rinunciarono ai colori, così come il sole e alla neve e a tutte le altre differenze. Abbiamo acquisito il controllo di molte cose, ma ne abbiamo perse altrettante."

Immaginate una società in cui tutto è considerato grigio e "non importante", in cui tutto viene monopolizzato, dal colore della pelle ai colori stessi di ogni singola cosa. Tutto ai vostri occhi perde "tonalità". Come sarebbe? 
Questa storia insegna l'importanza della vita e di ciò che ci circonda. Ci insegna a dare valore alle singole cose, dalla neve, al natale, al colore rosso, al sole fino allo stesso calore. Tutto ha un significato e ci porta a "sentire". Questa è la grande differenza. 
Ogni singola emozione viene repressa e tutto dev'essere piatto e controllato. Ci potete pensare?

"Si irritava spesso ultimamente: provava una stizza irrazionale verso i compagni, così soddisfatti delle loro vite monotone e incolori, prive della vivacità che iniziava a caratterizzare la sua vita. E ce l'aveva anche con se stesso, perché non poteva cambiarle."

Questo libro è stato illuminante e soprattutto il suo significato rende importante ogni stato d'animo di ogni singolo giorno. Eppure viene spontaneo chiedersi, quanto in realtà è così diverso da come viviamo? A volte sembra che tutti cerchino di "non sentire" e di reprimere la vita. Eppure, Jonas, ci insegna che quando non hai niente, pensare a certe dettagli ci comunica coraggio, forza, felicità, calore e amore.
Ho davvero adorato questa storia e la semplicità in cui l'autrice la racconta racchiudendo in poche pagine una tematica senza fine. Questo primo volume comunica delle verità fondamentali e anche se spesso è difficile tenerle presenti, sono la base di noi stessi.
Consigliatissimo.

PUNTEGGIO


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