martedì 3 marzo 2015

Recensione: Supernova - Isabella Santacroce

Buongiorno a tutti sognatori! Ebbene si, arriva una recensione che non avrei mai pensato di riuscire a scrivere ma ci ho provato e questo è quello che mi sento di dire.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Supernova
AUTORE: Isabella Santacroce
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 161 pg
PREZZO: 18 euro








TRAMA


Divna, Dorothy e Thomas sono tre ragazzini come tanti, che attraversano l'adolescenza, questa età di passaggio magnifica e terribile, armati dei loro sogni e circondati dai loro fantasmi. La vita, intorno, è dura, il mondo dei grandi si manifesta in tutta la sua inadeguatezza o - peggio - nella sua più depravata voracità. Gli adulti sono affascinati dalla luce che, come stelle appena nate, i tre amici sprigionano: ma faranno di tutto per spegnerla abusando della loro innocenza, del loro stupore, della loro curiosità. Isabella Santacroce ha scritto un romanzo coraggioso e struggente, che trova parole potenti per raccontare un mondo impronunciabile come quello della prostituzione minorile.

AUTORE

Isabella Santacroce è nata a Riccione. Ha pubblicato Fluo (Castelvecchi 1995, Feltrinelli 2001), Destroy (Feltrinelli 1996), Luminal (Feltrinelli 1998), Lovers (Mondadori 2001), Revolver (Mondadori 2004), Dark Demonia (Mondadori 2005) e Zoo (Fazi 2006). Con V.M. 18 (Fazi 2007) e Lulù Delacroix (Rizzoli 2010) ha dato inizio alla trilogia “Desdemona Undicesima”, che si conclude con Amorino.






RECENSIONE

Questa storia evoca e richiama un'insieme di sentimenti, tra cui l'amicizia, l'amore, la famiglia in netto contrasto con l'inquietudine, la crudeltà e la paura.
I personaggi si sviluppano presentando le due facce di loro stessi: la parte fragile, quella che ha bisogno di protezione e la parte più oscura che ricerca la trasgressione, una via più facile per sfuggire dalla realtà e la punizione.
Dorothy, Divna e Thomas sono uniti da questo insieme di emozioni e stati d'animo. Troveranno un'equilibrio insieme su un filo troppo fino per reggere tutti e tre.
La società che li circonda è velata di una dura crudeltà che li introduce per prima verso "mondi" impossibili da gestire per la loro età.
Tutti e tre si lasceranno andare verso il fondo convinti che quel richiamo macchiato di sporco sia l'unico modo per essere felici. Ognuno di loro cerca qualcuno che li accolga tra le braccia cullandoli di amore e sicurezza.
Gli adulti vengono descritti con una particolare aggressività e il loro ruolo richiama una categoria di persone in grado di strappare l'innocenza e la purezza di ragazzi giovani o addirittura bambini.
Dorothy, Divna e Thomas rappresentano tutti loro e ciò che il mondo di oggi nasconde dietro ad una finta facciata.
La sessualità e la confusione di Dorothy con il suo corpo sono uno degli argomenti principali che verrà trattato portandoci di fronte a delle verità fin troppo presenti attorno a noi.
Isabella Santacroce rende la scrittura una poesia e grazie ad un linguaggio ricco di parole e frasi metaforiche ci porta davanti agli occhi messaggi precisi.
Non è una lettura scontata e non ha quella semplicità che ti permette di recepire tutto quello che vuole dare. Questo libro va letto più volte portando noi stessi in quella stessa fragilità. 
La storia ha il potere di spezzarvi e continuerà a rimanere in voi anche quando arriverete all'ultima pagina. 
Tutti i personaggi della Santacroce, in ogni suo libro, diventano una parte di noi, almeno per chi, ha la capacità di ascoltare la sua voce.

"Volevo confidarle segreti, raccontarle di Divna, Lucrezia, della mia vita insidiata da adulti, delle paure che avevo, inquietudini. Mi dicevo adesso le parlo, quando all'improvviso lei sussurra Dorothy mi fai soffrire. Le chiedo il perché. Risponde avrei voluto mi somigliassi, ma non è andata così, il destino mi ha fatto uno scherzo, ha voluto punirmi.
Singhiozzava. Volevo svanire. Era agghiacciante. Coltelli. Un massacro in me, intollerabile.
Le ho detto mamma mi dispiace di farti soffrire, ora però devo andare."

PUNTEGGIO


Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel blog