mercoledì 29 aprile 2015

Recensione: Lo strano caso dell'apprendista libraia - Deborah Meyler

Buongiorno a tutti lettori! Oggi vi parlo di un libro che mi ha deluso moltissimo e per cui avevo grandi aspettative.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Lo strano caso dell'apprendista libraia
AUTORE: Deborah Meyler
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 348 pg
PREZZO: 16,40 euro








TRAMA


Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitatra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio: non sa più se è quello che vuole davvero...

AUTORE

Deborah Meyler è una giovane libraia che dopo tanti sacrifici è riuscita a salvare due librerie indipendenti di New York nonostante la crisi e la concorrenza delle grandi catene. E' nata a Manchester, ha frequentato il Trinity College a Oxford e la St Andrews University. Ha vissuto a lungo a New York, città che le ha ispirato il suo primo romanzo.







RECENSIONE

Sono stata stregata, come tutti, dall'aspetto in cui si presenta questo libro, una bella copertina e un titolo che risveglia, nella nostra mente, immagini di librerie ricche di quel fascino misterioso.
Non è stato così. In realtà la libreria c'entra ben poco, nonostante ci fossero tutti i requisiti per renderla "la protagonista".
La storia tratta di una ragazza, dal nome Esme, che si invaghisce di un ragazzo di buona famiglia, Mitchell, con il quale sembra avere un rapporto "fisico" molto attivo.
Ed è proprio a causa di uno di questi "incontri intimi" che lei si ritrova incinta. Peccato che Mitchell si dimostra fin da subito un casanova ed Esme sembra l'unica a non capirlo.
Mi fermo qui per farvi capire che noi saremo informati solo su questo aspetto del loro rapporto o poco più. 
La nostra protagonista porterà avanti la gravidanza gestendo lo studio e un lavoretto in una libreria, di cui era solita frequentare, chiamata la "Civetta" che raccoglie personalità molto stravaganti.
Mitchell entrerà e uscirà dalla vita di Esme continuamente facendo presente fin da subito di essere contrario alla scelta della ragazza di tenere il bambino.
Cosa c'è che non va nel libro? 
Semplicemente non ha uno scopo e la protagonista risulta insopportabile e neanche troppo intelligente visto che continuerà a dire di essere innamorata di Mitchell nonostante lui continui a trattarla molto male e inoltre, pensandoci bene, non avevamo informazioni sul totale amore verso di lui. 
Per tutto il libro faremo da spettatori a questo tira e molla tra i due con da sfondo l'atteggiamento verso la gravidanza e un pseudo amore per i libri poco percettibile.
La lettura è veloce ma la narrazione lenta e noiosa. L'ingenuità troppo elevata di Esme non aiuta, rendendola molto superficiale, anche se ci sono dei passaggi in cui alcuni messaggi potevano essere sviluppati molto bene.
Questa storia non mi ha lasciato nulla e non mi ha coinvolto. Sconsiglio la lettura perché ciò che pensate di avere tra le mani non è esattamente quello che vedete o che hanno voluto farvi vedere.
Forse, a volte, anche l'apparenza di un libro inganna.

PUNTEGGIO


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