giovedì 6 agosto 2015

Recensione: "Kitchen" di Banana Yoshimoto

Buongiorno lettori, le letture procedono a rilento ma sono pronta per parlarvi di un libro terminato proprio questa mattina. Si torna nelle storie di Banana Yoshimoto, un'autrice che sto riprendendo e che ho intenzione di approfondire. 

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: Kitchen
AUTORE: Banana Yoshimoto
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 148 pg
PREZZO: 7,50 euro

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TRAMA


"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina...". Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, "Kitchen". Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine insolita del Giappone , con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.

BIOGRAFIA

Banana Yoshimoto, nome d’arte per Mahoko Yoshimoto, è la figlia del famoso poeta, critico e ideologo Takaaki Yoshimoto che fu particolarmente influente nel periodo delle lotte studentesche tra le fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 ma che, anche tuttora, è una delle voci più autorevoli della cultura giapponese contemporanea. Nel 1988 Banana scrive il suo primo romanzo Kitchen vincitore del premio letterario Kaien per giovani scrittori, diventando poi un best seller non solo in patria ma anche in tutto il mondo. Tuttora è una delle delle scrittrici Giapponesi più amate in patria e nel mondo; ogni suo libro vende milioni di copie restando nei primi posti in classifica per settimane.  

(dal web)

RECENSIONE

La protagonista di questa storia si chiama Mikage e il suo posto preferito è la cucina. Questa stanza per lei rappresenta la sicurezza e i suoi particolari hanno una bellezza che lei stessa non riesce a  descrivere.
Alla morte della nonna, l'unica sua parente, Mikage si rende conto di non sentirsi più parte della casa in cui è cresciuta e la vera solitudine le apre le porte verso la realtà.
Un giorno, un ragazzo dal nome Yuichi si presenta alla sua porta e la invita nella sua casa.
Yuichi conosceva la nonna di Mikage e si sente in dovere di chiedere alla ragazza di trasferirsi con lui e la madre. Nella sua nuova casa, Mikage ritroverà quel qualcosa a cui aggrapparsi, una nuova famiglia anche se molto diversa da ciò che sembra. La madre di Yuichi, in precedenza, era un uomo e non uno qualunque, il padre del ragazzo. 
In quelle due persone e in quelle nuove mura, la nostra protagonista ritroverà se stessa e la forza di andare avanti attraverso il suo amore verso la cucina e il creare piatti per gli altri, nonostante la continua presenza del dolore verso la morte.
Questo è il particolare che unisce questi due ragazzi. Ognuno ha perso qualcuno di caro.
Il racconto di Banana Yoshimoto si dimostra ancora una volta incredibilmente poetico. L'autrice racconta nel suo modo questa storia particolare dividendo il libro in tre parti. 
Nelle prime due parti si parla dei due ragazzi, del loro atteggiamento verso le loro perdite e il loro modo di dare valore anche ad una famiglia costruita in cui non mancano le piccole attenzioni.
Si parla anche della passione verso la cucina e il cibo che servirà da sfogo ma anche da spinta verso una nuova vita. 
La terza parte si distacca da questa storia ma ci regala una visione diversa della perdita. Infatti l'autrice ci porta anche qualche frammento misterioso e immaginario. 
Qui incontreremo altri due ragazzi e ognuno di loro ha perso il proprio fidanzato\a in un incidente.
La particolarità dei suoi personaggi li distingue per il loro modo di essere profondi e nelle loro riflessioni. I rapporti, infatti, prendono forma grazie ad un amore che non rispecchia il solito schema.
Quasi mai noto che l'amore spicca con frasi sentimentali o sdolcinate, semplicemente cresce e si sviluppa diventando qualcosa di più profondo.
La tematica della perdita e della morte viene trattata con delicatezza e malinconia. Questi due elementi solitamente fanno da sfondo ai romanzi di quest'autrice.
Questa lettura si è rivelata veloce e ipnotica come tutte le storie che, per ora, ho letto di Banana Yoshimoto. 

PUNTEGGIO

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