mercoledì 17 febbraio 2016

Recensione: "La notte che ho dipinto il cielo" di Estelle Laure (Dea)

Torno con una nuova recensione dedicata ad un romanzo uscito in questi giorni e che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima grazie alla casa editrice (grazie di cuore).

TITOLO: La notte che ho dipinto il cielo
AUTORE: Estelle Laure
EDITORE: Dea
PAGINE: 278 pg
PREZZO: 14,90 euro

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TRAMA


Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo. Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi...

BIOGRAFIA

Estelle Laure è laureata in discipline dello spettacolo e si è specializzata in scrittura creativa per bambini e ragazzi al Vermont College of Fine Arts. Grande appassionata di Kurt Vonnegut, crede nell’amore, nella magia e nella capacità di affrontare le verità scomode. Vive a Taos, nel New Mexico, con i suoi due figli. La notte che ho dipinto il cielo è il suo sorprendente romanzo d’esordio.

www.estellelaure.com





COMMENTO PERSONALE:

"A volte, penso mentre entro nel bagno pieno di vapore come uno zombie stordito, ci sono cose lente che succedono in fretta e tu non riesci a cogliere l'attimo, non riesci a capire se è stato qualcosa di importante, se è stato reale oppure te lo sei solo immaginato. E' già accaduto, passato."

Lucille e la sorellina Wrenny sono state abbandonate dalla madre. Lasciate sole ad affrontare una responsabilità troppo grande e immensamente soffocante.
Lucille, fin dall'inizio, non può permettersi di fermarsi e perdersi. Lei dev'essere forte per la sua sorellina e per se stessa. Nei primi giorni non emergono grossi problemi ma quando il cibo inizia a finire, i soldi e scarseggiare e le bollette si accumulano sopra il tavolo, Lucille, si rende conto che deve prendere in mano la situazione da sola.
Ad aiutarla ci sarà la sua migliore amica Eden e una ragazza quasi sconosciuta che con semplicità le darà le risposte che da sola non riesce a trovare. 
Iniziare un lavoro, andare a scuola, star dietro alla sorella e trovare il mondo di intrecciare tutto questo in una giornata la porterà a crescere prima del tempo. 
Il vuoto della madre permane per la durata di tutto il libro e non smetterà di esserci. In tutto questo, la nostra Lucille avrà il coraggio di affrontare quel padre che ha rovinato ogni cosa e a riscoprire la sorpresa nel vedere che qualcuno di anonimo si prende cura di loro. 

"Fiducia. Cosa significa, veramente? Quando ti fidi di qualcuno è come consegnargli il coltello con cui poterti pugnalare"

L'amore non manca. Lo ritroviamo nell'amicizia, verso la sorellina e verso il fratello di Eden di cui Lucille si è innamorata. L'amore è presente anche in forma speciale da qualcuno che non viene direttamente coinvolto. La gentilezza, la speranza, la crisi, l'innocenza e la maturità s'intrecciano per tutta la storia. 
Questa protagonista crescerà in ogni pagina diventando una persona diversa, nuova e responsabile.
Lucille avrà la capacità di resistere nonostante questi genitori siano assenti e impotenti, persi nel loro egoismo. 

"- Pensi che mia madre ci voglia bene? - Le chiedo. Mi guarda un po' troppo a lungo, sceglie le parole con la massima attenzione. - Non importa se vi vuole bene o no. -  
Infila le mani dentro le maniche, le lascia cadere penzoloni. - Sul serio? - 
- Ogni emozione deve tradursi in azione, altrimenti è inutile - 

E' una storia disarmante e fragile. Il comportamento dei due genitori ci fa capire perfettamente di come sarebbe bello poterli scegliere, di come certi siano così impreparati in questo ruolo arrivando a scaricare le proprie colpe sui figli. La madre delle due ragazze ha trovato solo il coraggio di fuggire abbandonato due creature che vedevano in lei un punto di riferimento. Il padre è semplicemente un bambino cresciuto, nascondendosi dietro ai propri problemi per non riprendere in mano la propria vita e cambiare. 
E' un romanzo che rende due bambine adulte all'improvviso, senza nessun avviso o aver la capacità di sapere cosa fare. Al contrario dei genitori si dimostreranno già grandi e forti, rimanendo sempre unite. Una storia che riesce a entrare nella nostra vita accompagnandoci in un periodo delle due ragazze e lasciandoci senza una fine. Rimane solo quella speranza che inizierà a ricomporre una vita per loro nuova.
L'autrice è stata in grado di delineare una protagonista non scontata, pronta a diventare adulta ma anche a vivere la sua età, con il primo amore, le passioni e le prime insicurezze. La scrittura è molto scorrevole e coinvolgente. Fino alla fine cercherete di ritrovare ognuno di questi personaggio nel capitolo successivo fino ad arrivare all'ultimo e sentirne la mancanza totale. 
E' un libro con un finale "sorprendente" ma allo stesso tempo terribile e sicuramente tutto questo è stato voluto dall'autrice per farci provare quella sensazione di vuoto.  

PUNTEGGIO


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