lunedì 25 settembre 2017

BLOGTOUR: "Senza Filtri" di Lily Collins - "Il corpo di Lily" (2 Tappa)


Ciao a tutti e benvenuti alla seconda tappa del Blogtour dedicato all'uscita del romanzo "Senza Filtri" di Lily Collins il 28 Settembre 2017!

"IL CORPO DI LILY"

Secondo una delle tante definizioni che troviamo online i disturbi alimentari sono:

"I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un’ alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono: digiuno, restrizione dell’alimentazione, crisi bulimiche, vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l’aumento ponderale, intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso."

Ma possiamo davvero restringere questo tema ad una definizione? 
I disturbi alimentari possono ricorrere per svariati motivi ma la conseguenza più grave oltre al "punirsi" per qualcosa che di noi non va bene è che non spariranno mai.
Lily ci racconta la sua esperienza, nel modo in cui contava le calorie di ogni cosa mangiata, nel costringersi ad esercizio fisico continuo, nel sfogarsi in tutto ciò di cui si era privata per poi pentirsi e vomitare tutto. 

"Se avessi potuto schioccare le dita ed eliminare qualche chilo, sarei stata la ragazza più felice del pianeta"

Molto spesso chi soffre di questi disturbi entra in uno schema di controllo e questa sensazione porta ad una calma mentale. 

 "La cosa pazzesca è che mi stavo facendo molto più male di quanto immaginassi. Tra i periodi di fame, le pillole dimagranti, i lassativi e il vomito, non solo avevo esaurito ogni energia, ma il mio corpo aveva iniziato a risentirne"

Lily affronta il suo passato e la sua lotta contro questi disturbi con grande coraggio, raccontando i motivi che l'hanno portata a farlo e il come questo l'ha condizionata per molti anni della sua vita.
Con semplicità vuole regalare a tutti un messaggio profondo su quanto questo problema non vi abbandonerà mai, ripresentandosi ancora e ancora e ancora.
Oltre alle parole scritte, l'attrice ci ha regalato una splendida interpretazione nel film "Fino all'osso" nella quale rappresenta una ragazza con questi problemi. Gli stessi problemi che lei conosce perfettamente. 
Nonostante Lily cerchi di non ricadere in quel tunnel profondo, far parte di questo film l'ha messa alla dura prova con se stessa, costretta a dimagrire drasticamente seguita da un nutrizionista. 
Ci ritroviamo davanti ad una ragazza che ammette quanto avesse paura di ricadere e riperdere il controllo. Lily vuole insegnarvi ad usare la vostra voce e parlarne con gli amici o qualche di fidato senza nascondersi.

Altri libri che posso consigliare che trattano lo stesso argomento:



WINTERGIRLS - L.H. Anderson

TRAMALia e Cassie sono amiche dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da "punirsi" per aver mangiato. Si ingozza d'acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda


La mia recensione: QUI







PETITE - Geneviève Brisac

TRAMA: Nouk ha solo tredici anni, ma pensa di essere già cresciuta troppo. Vuole rimanere piccola come le sue sorelle, belle e bionde. Così decide di smettere di mangiare: niente più brioche, niente più formaggio, niente più cioccolata. Solo una caramella ogni tanto per riuscire a restare in piedi tutto il giorno e sfiancarsi di corsa e ginnastica. Nouk è malata, anche se ancora non lo sa, e questa è la sua terribile storia.


La mia recensioneQUI










Volevo essere una farfalla - Michela Marzano

TRAMA: Michela Marzano è un'affermata filosofa e scrittrice, un'autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all'università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all'insegna del "dovere". Un diktat, però, che l'ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. "Lei è anoressica" le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent'anni. "Quando finirà questa maledetta battaglia?" chiede lei anni dopo al suo analista. "Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene" le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa. "L'anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L'anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro.



Sono Bruttissima - Judith Fathallah

TRAMA: Un giorno Jess comincia a pensare che se fosse magra molte cose cambierebbero: per esempio tornerebbe al centro dell'attenzione, come quando era bambina. Allora Jess diventa magra. Sempre piú magra. Ma mai abbastanza. Un'energia che non ha mai provato crepita dentro di lei: la vita non è che distrazione, incertezza e imperfezione, e solo i suoi diligenti rituali quotidiani possono darle un senso, fino a sostituirla completamente. Jess precipita in una spirale di esercizi fisici estenuanti, di calorie calcolate arrotondando in eccesso per ogni briciola ingerita, di sfide alle cifre sulla bilancia. Qualcosa di "cruciale, vibrante e intenso" continua a consumarla fino a quando qualcuno non trova il coraggio di pronunciare la parola "anoressia" e Jessica finalmente si accorge di voler riconquistare se stessa, per tornare, dopo un'immensa fatica e stanchezza, a vibrare per le proprie emozioni.







Il peso della felicità - Cobainsbaby

TRAMA: «Quando ho deciso di non mangiare più?» È quello che si chiede Elena - sedici anni, una vita come tante sue coetanee - all'inizio di questo lungo e sofferto racconto, cercando di spiegarsi il perché, un giorno, abbia iniziato a soffrire di disturbi alimentari. Ma una vera risposta non c'è. Si comincia con una dieta all'apparenza inoffensiva, con l'annotare su un quaderno ciò che si mangia, col fare serie e serie di addominali, e alla fine ci si ritrova a sognare un peso «perfetto»: trentotto chili. Non uno di più. Ma forse anche qualcuno in meno... C'è una vocina, infatti, proprio dietro l'orecchio, che continua a ripeterle: «Ogni caloria conta». Elena la ascolta, quella voce è un'«amica», l'unica in grado di capirla. Mentre gli altri - i genitori, le amiche del cuore - la rimproverano: «Elena, guarda che poi diventi anoressica!», lei la rassicura: «Guardati allo specchio. In sole due settimane sei dimagrita tantissimo... Guarda come sei bella, ti si vedono le ossa del bacino, del collo, della schiena. Ancora un piccolo sforzo e raggiungerai il tuo obiettivo, se ascolti i miei consigli. Vedrai, andrà tutto bene, io non ti abbandonerò... mai». E quella voce non l'abbandona davvero mai, mentre Elena diventa sempre più magra, e sempre più risoluta nel suo obiettivo: dimagrire ancora. Ci vorranno i ricoveri in ospedale, e poi in un centro specializzato per disturbi alimentari - dove potrà confrontarsi con ragazze che hanno storie simili alla sua -, per farle cominciare a intravedere uno spiraglio in fondo a un tunnel terribile e pieno di dolore. Una storia vera, il racconto autobiografico di una sedicenne alle prese con le lotte dell'adolescenza: quelle di tutti i giorni e quella, più dura e decisiva, col suo stesso corpo.



La ragazza che non voleva crescere - Isabelle Caro

TRAMA: "Sul cartellone c'è la foto di una donna. O, almeno, di una creatura di sesso femminile, a giudicare dalle due piccole sacche di pelle rugosa che pendono al posto dei seni. Sì, perché di fronte all'obiettivo c'è una creatura completamente nuda. Seduta su uno sfondo grigio sfumato, una gamba allungata e l'altra leggermente piegata in modo che solo il pube sfugga allo sguardo. Le ossa, in compenso, si vedono bene. Mi fa vergognare questa foto. Perché è la mia foto." Inizia così il racconto della vita di Isabelle, la cui gigantografia si è impressa nella mente di tutti, ha scosso la coscienza di molti. Dai cartelloni pubblicitari a ritroso fino all'infanzia nella regione di Parigi, all'ombra di una madre sofferente e di due padri, quello naturale e quello putativo, entrambi assenti. Isabelle è una bambina reclusa, tenuta lontana dai giochi in giardino, costretta a indossare vestiti troppo piccoli, scarpe troppo strette. La madre non vuole perderla, vederla crescere e andare nel mondo. Per amore, per paura, per follia. Inizia così la discesa di Isabelle nell'inferno dell'anoressia. Giornate scandite dalla bilancia, dal calcolo ossessivo delle calorie fino ai primi ricoveri in ospedale "dello scheletro che cammina". Anni ritmati dall'oppressione della madre, dall'indifferenza dei medici, dall'inadeguatezza delle strutture, dall'ignoranza di tutti gli altri. Ma anche dagli sforzi sovrumani per uscire dal tunnel che porta sulla soglia della morte.


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